Il Mental Training

Avete mai sentito dire queste frasi?

 

“Quel ragazzo in allenamento è una bomba poi, in partita, si spegne!”

“Ieri in campo ero fisicamente al top, però non ci stavo proprio con la testa!”

“Vinciamo con le grandi e poi con le piccole facciamo una figuraccia!”

 

Insomma, anche nello sport, professionale e non, capita che pur a fronte di una buona situazione fisica, tecnica e tattica, gli atleti possano “non essere sul pezzo”, possano avere la testa altrove e farsi condizionare da stati d’animo e mentali poco funzionali alle performance attese.

Viene da chiedersi:

Perché alle volte l’atleta è come bloccato? Perché un campione sbaglia un tiro libero?   Perché sembra che a volte sia lo stesso atleta a boicottare la sua crescita professionale, che gli manchi la motivazione o, addirittura, abbia paura di vincere?

È evidente che lo sport di un certo livello richieda un allenamento fisico, tattico e tecnico sempre più performante e professionale. Ma lo sport è anche fatto di pensieri, emozioni e comportamenti. E questo vuol dire che all’atleta è richiesto un certo modo di stare in gara, con un approccio psicologico funzionale alla performance complessiva. È richiesto un allenamento mentale.

L’allenamento mentale o mental training rappresenta un’opportunità in più per tutti gli atleti che vogliono migliorare le loro prestazioni sportive.

Le principali strategie o abilità mentali a cui tradizionalmente ci si riferisce nel Mental Training sono:

  1. il controllo dei pensieri
  2. abilità immaginative
  3. precisa formulazione degli obiettivi
  4. attenzione e concentrazione
  5. gestione dello stress e del dolore
  6. sicurezza in sé stessi
  7. resilienza e motivazione

Per raggiungere un livello psicologico superiore, potenziante ed adeguato all’attività sportiva che sta svolgendo l’atleta, persona psicologicamente sana, ha la possibilità di chiedere aiuto ad un allenatore mentale.

Generalmente, con un intervento di consulenza per lo sport il mental trainer coopera con l’atleta per “aiutarlo ad aiutarsi”: a migliorare la sua prestazione, per sostenerlo nella risoluzione di specifiche problematiche, per affrontare con efficacia particolari fasi della propria carriera agonistica (traumi, infortuni, crisi per cambiamenti di squadra o livello agonistico, termine della carriera etc.).

La psicologia dello sport è ormai una disciplina consolidata in questo settore. Ma molti atleti richiedono allo psicologo sportivo di aiutarlo a vincere a tutti i costi. Nello spirito delMental Trainer, così come da noi inteso, non esiste affatto il dilemma se la vittoria si debba ottenere comunque, anche a discapito del benessere psicologico del giocatore. Il counselor/coach sportivo a cui ci riferiamo si concentra sul miglioramento della performance e sul benessere psicologico dell’atleta. Non dà pacche sulla spalla, non consola, non critica, non rimprovera, non dà soluzioni. Ma aiuta l’atleta, con tecniche e strumenti consolidati ormai da decenni, a recuperare le sue risorse interiori, ad esprimere tutto il suo potenziale e a gestire al meglio il suo stato d’animo.

La nostra partita, insomma, non ha avversari: si gioca con sé stessi!

 

Pierluigi Troilo svolge docenze presso aziende, associazioni e scuole professionali. Inoltre, svolge l’attività di Counselor e di Life Coach (Master con Aspic e NLP Italy Coaching School, ,certificazione americana di Master Practitioner in Programmazione Neuro Linguistica) e ha lavorato con ginnasti, calciatori e cestisti.  Oltre che consulente, Pierluigi Troilo, laureato in ingegneria e laureando in psicologia, è stato per anni anche dirigente industriale e consigliere di amministrazione per varie aziende. È autore del libro “Counseling e PNL. Un approccio umanistico e integrato, 2016, Amazon”.